Il PARERE DEL LEGALE S.I.A.P. - Avvocato Anna Gigante sul: Rapporto Tra Patteggiamento e Disciplina

DOMANDA: Egregio Avvocato sono un assistente capo della Polizia di Stato ed ho patteggiato una pena per i reati ex artt. 476 e 640 c.p. ad un anno e dieci mesi di reclusione con tutte le attenuanti ed il beneficio dell’indulto. Vorrei sapere sul procedimento disciplinare a cosa vado incontro?

RISPOSTA: A tal proposito la giurisprudenza ha avuto modo di precisare che le cause di clemenza, quale l’indulto ex art. 174 c.p.p. (estinzione della pena), non producono alcun effetto preclusivo sull’attivazione del procedimento disciplinare a carico di pubblici dipendenti che hanno usufruito dell’indulto, atteso che l’azione penale e quella disciplinare sono tra loro distinte, autonome e dirette a perseguire scopi specifici e diversi.
Il beneficio dell’indulto, infatti, non preclude l’esercizio del potere disciplinare che l’Autorità amministrativa competente conserva in relazione alle esigenze di tutela del proprio decoro e di conferma della fiducia in coloro che operano nell’ambito dell’amministrazione di appartenenza.
Inoltre, si evidenzia che la sentenza di patteggiamento, equiparata a sentenza di condanna, ben potrebbe essere assunta dalla amministrazione come presupposto per irrogare la sanzione disciplinare alla luce di una autonoma incidenza del fatto sotto il profilo disciplinare.


 


Pubblicato venerdì 05 agosto 2011 alle ore 16:04.
Ultima modifica sabato 06 agosto 2011 alle ore 15:00.
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