A tutti i poliziotti e gli operatori del Comparto Sicurezza Vogliono toglierci la Specificità e i diritti Previdenziali.

A tutti i poliziotti e gli operatori del Comparto Sicurezza

Vogliono toglierci la Specificità e i diritti Previdenziali,

Stato di Agitazione Sindacale

Il Governo dei Burocrati non mantiene la parola, i poliziotti e i funzionari del S.I.A.P. e dell’ANFP pronti ad alzare le barricate senza alcuna esitazione, i diritti pensionistici non devono essere toccati.
Ieri si è tenuto il previsto incontro presso il Ministero del Lavoro con le amministrazioni delle Forze Polizia ad ordinamento civile per discutere dell’emanando regolamento di armonizzazione del sistema pensionistico, come previsto dall’art. 24 comm. 18 del DL 201/2011 convertito in legge 214/2011. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), il cui obiettivo dichiarato è quello omogeneizzare il mondo del lavoro del pubblico impiego, in tema di trattamento delle pensioni, senza aver alcun rispetto per le diversità dei lavori svolti e delle variegate modalità ed età di accesso. Le novità che vorrebbero adottare non riguardano soltanto i requisiti anagrafici di accesso alla pensione anticipata o di vecchiaia ma con amara sorpresa sembra già tracciata la strada perché il Governo addirittura intervenga a gamba tesa su i diritti derivanti dalla nostra specificità in buona sostanza vorrebbero “cancellarla”, si badi bene a lavori diversi vanno assicurati trattamenti diversi, il rendere tutti uguali in questa ipotesi, viola clamorosamente proprio il principio di uguaglianza.
Prosegue, dunque, l’inconcepibile irrazionale politica attraverso un chiaro fil rouge che lega gli alti burocrati del Governo dei professori e dei banchieri al precedente Governo Berlusconi, che penalizza oltre misura tutti gli uomini e le donne in uniforme. Senza nulla togliere al pubblico impiego, non ci pare che i poliziotti in servizio, tanto per fare un esempio, in Val di Susa siano seduti dietro una scrivania o uno sportello di un ufficio pubblico. Riecheggiano nella nostra mente le offensive parole dell’ex Ministro Brunetta che definiva “ panzoni” i poliziotti, forse, in modo non così chiaro e oltremodo lesivo della nostra dignità, i facoltosi tecnici la pensano allo stesso modo? forse è la prima volta che si cimentano con le grandi difficoltà del nostro lavoro e i gravissimi problemi di sopravvivenza che attanagliano gli operatori di polizia? Mai come in questi ultimi giorni si è capito come garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, non sia uno scherzo e non dovremmo avere affatto bisogno di ricordare al governo dei tecnici che su questo si regge il delicato equilibrio di una democrazia, dalla Val di Susa alla Sicilia, dalla sicurezza delle nostre città alle indagini di mafia e corruzione.

Allora, tanto per sintetizzare i catastrofici interventi che si vorrebbero adottare, immolando anche i poliziotti sull’altare di logiche da cui ci siamo da sempre e con buon senso tenuti lontani, ecco cosa bolle nella pentola del Governo:
a) Aumento sino a tre anni per la pensione di vecchiaia entro il 2018, gli attuali limiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia sono fissati in 60 anni da agente a primo dirigente; 63 per i dirigenti superiori; 65 per i dirigenti generali.
b) Aumento dei limiti di età, sino a due anni, per l’accesso alla pensione anticipata (oggi fissati in 53 anni e 40 di contribuzione complessiva), con trattamento più favorevole solo per il personale impiegato in attività operative;
c) Riduzione da 5 a 2 anni della maggiorazione dell’anzianità contributiva, necessaria per l’accesso alla pensione anticipata;
d) Revisione in senso peggiorativo degli attuali diritti di cui beneficiamo per la tipicità, esclusività ed unicità d’impiego del nostro servizio.
Abbiamo apprezzato e segnaliamo a tutti i colleghi, funzionari, dirigenti e questori, con assoluta onestà politica, sindacale e trasparenza, la veemenza e fermezza che la nostra Amministrazione ha opposto in sede di confronto con il Governo. La delegazione guidata dal V. Capo della Polizia Prefetto Basilone ha preso atto delle resistenti posizioni da noi e solo da noi, oltre che dai colleghi del Silp-Cgil e del Coisp, espresse nel corso del preventivo confronto ricognitivo, tra l’Amministrazione e le oo.ss. , - tenutosi il 15 febbraio u.s. - ha posto con fermezza alcune imprescindibili pregiudiziali, pena l’abbandono del confronto tra l’Amministrazione e il Governo da parte della delegazione della Polizia di Stato, le pregiudiziali poste sono le seguenti:

1) il confronto sul tema previdenza deve essere affrontato con tutte le Amministrazioni del comparto sicurezza e difesa;
2) contestuale avvio dei relativi tavoli su previdenza complementare e riordino carriere;
3) concertazione e confronto reale e non mera inutile informazione, al fine di non vanificare le peculiarità e il funzionamento delle Forze di Polizia, inaccettabilità delle linee illustrate dai tecnici del governo;
4) l’ambito operativo delineato dalla delega all’art.24 comma 18 DL 201/2011, non consente interventi sui benefici pensionistici;
5) necessario accogliere richiesta delle oo.ss. della Polizia di Stato per inderogabile confronto con il governo su tali temi.

Le chiare espressioni di netta contrarietà da parte della Polizia di Stato, hanno registrato dall’altra parte una tiepida apertura cui è seguita una richiesta di collaborazione per un testo condiviso.
Il Ministero del lavoro e Mef hanno, infatti, chiesto un documento di sintesi sulla posizione delle amministrazioni dell’intero Comparto, laddove vengano formulate delle controproposte in tempi rapidi posto che, entro la fine di marzo dovrà necessariamente e stranamente, diciamo noi, essere predisposto il Regolamento. Nonostante la delega preveda tempi più lunghi, fine di giugno 2012, non comprendiamo le oscure ragioni della fretta da parte del governo dei professori, così lontani dalla realtà della vita quotidiana e delle difficoltà dei cittadini.

Si è, inoltre, appreso che giovedì 15 marzo p.v. potrebbe essere indetta una nuova riunione con le Amministrazioni, allargata, questa volta, a tutte le componenti del Comparto, al riguardo abbiamo nuovamente ribadito la richiesta da parte delle oo.ss. di incontro con il Governo.

Cari colleghi, vi terremo aggiornati sugli sviluppi con i consueti mezzi d’informazione, se il governo dei professoroni vuole un braccio di ferro con i poliziotti siamo pronti! Questa volta alzeremo muri invalicabili come non abbiamo mai fatto e sin da ora proclamiamo lo stato di agitazione in tutti i posti di lavoro del Paese, sarebbe ora che qualcuno dei nostri politici e governanti faccia qualche giornata di servizio in Val di Susa per comprendere il nostro disagio, la fatica ed il rischio del nostro lavoro.

Cogliamo l’occasione per invitare tutti i sindacati e le rappresentanze militari del Comparto Sicurezza – Difesa e Soccorso Pubblico, ad essere uniti in questo momento, solo l’unità e non le divisioni legate a sciocchi e puerili egoismi di sigla o corpo, può aiutarci a non uscire seriamente danneggiati dalla vertenza pensioni. Sempre che, chi guida i sindacati sia libero di agire e non è vincolato da lacci e lacciuoli di altra natura o interesse.

Noi restiamo convinti assertori di battagli unitarie su tali delicati temi per la vita di tutti gli operatori, il canto delle sirene del dividi et impera non produce risultati per nessuno e inganna.
Chi ha lavorato e lavora per dividere il mondo sindacale e delle rappresentanze dovrà assumersi tutte le proprie responsabilità di fronte ai colleghi.

Roma, 8 Marzo 2012
Il Segretario Generale SIAP Il Segretario Nazionale ANFP


Pubblicato giovedì 08 marzo 2012 alle ore 22:27.
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